Si fa un gran parlare della situazione economica del nostro paese, e dello spettro "sudamericano" che minaccia il nostro benessere, ma di solito questa prospettiva ha una sorta di comoda intangibilità che ci protegge e ci fa pensare che in fondo prima di arrivare a una situazione di stampo Argentino ne debba trascorrere ancora parecchio di tempo, e quindi, un po' egoisticamente facciamo finta di nulla. Purtroppo non è così. Le cose cambiano in modo lento ma continuo e quando arriviamo ad apprezzare un cambiamento è ormai troppo tardi per ritornare sui nostri passi. Tutto questo per arrivare a dire che quest'oggi ho avuto un piccola dimostrazione della decadenza cui è sottoposto il nostro paese, un piccolo segnale che dovrebbe farci pensare.
Stamattina mi sono recato all'ufficio postale di Quinto di Treviso - quale miglior posto per rendersi conto della decadenza - e appena entrato mi sono sentito come se avessi varcato la soglia di un altro paese, di un luogo ove regna il disordine e la maleducazione. Non mi riferisco in particolare alla maleducazione degli impiegati, che peraltro non si può dire se ne sentisse la mancanza, ma alla maleducazione di un luogo che ti umilia perchè ti fa sentire fuori della civiltà cui pensavi di appartenere.
Appena entrato, mi reco al moderno apparecchio che dovrebbe governare le code e diligentemente prendo il biglietto, e mi soffermo in attesa del mio turno a guardare l'ambiente che mi circonda. Il pavimento, di quella gomma nera a pallini incrostato dello sporco di migliaia di passi, come se nessuno lo pulisse da almeno un secolo. Sulla sinistra, proprio sopra gli sportelli una serie di libri, videocassette, manifesti, e quant'altro, raccolte senza nemmeno un apparente ordine. Abbasso lo sguardo e vedo che sulle colonne che separano gli sportelli sono fissati con una punta di scotch una serie di stampe su fogli A4, un po' spiegazzate, completamente in disordine, e senza alcuna logica. Si tratta a prima vista di materiale pubblicitario, qualcosa a proposito di un sito internet delle poste, che sinceramente dopo aver visto questo stupido tentativo pubblicitario mi è passata la voglia di vedere. Dopo pochi istanti si affaccia allo sportello una impiegata, malvestita e con un fare rude si rivolge ai presenti con un... "a chi tocca?". Automaticamente abbasso lo sguardo sul biglietto che tengo in mano e che riporta un P016 a caretteri cubitali e poi lo alzo per vedere se il mio numero è apparso sul quadrante... fermo al numero P011... giusto in tempo perchè il mio vicino entrato palesemente dopo di me si facesse avanti e mi soffiasse la ghiotta opportunità. Sto ancora cercando di capire cosa sia successo quando mi rendo conto di un particolare agghiacciante, che prima non avevo visto o forse non avevo voluto vedere. I fogli pubblicitari che dapprima avevo notato solo sulle colonne tappezzano anche il vetro dello sportello in modo tale da arrivare più o meno all'altezza del petto rendendo palesemente impossibile vedere in faccia l'impiegato dall'altra parte. E' più o meno in questo stato che finalmente raggiungo lo sportello e cercando di vedere nello spiraglio lasciato libero tra due fogli accostati male chiudo il più rapidamente possibile l'operazione.
Lo confesso, ho una vena teutonica nella mia anima. Amo i paesi tedeschi soprattutto per il rispetto che le persone hanno degli altri, e per il conseguente rispetto che gli uffici pubblici o privati che siano portano ai cittadini che li frequentano. In quei momenti mi sono rivisto davanti agli sportelli dell'ufficio postale di Villach, di Norimberga o di Berna (si certo, io li frequento... fate anche voi questo istruttivo esercizio di quando in quando), e ho cercato di ricacciare indietro il ricordo per evitare che lo schifo della decadenza che mi circondava mi schiacciasse. Nel frattempo la mia vicina di sportello ha ordinato un CD di Adriano Celentano e Beppe Grillo mi scrutava con lo sguardo spiritato pochi centimetri sopra la mia testa dalla copertina di un libro... Vabbè, è vero che il modo vive di business, ma quando questo dimentica il rispetto verso gli utenti di quello che dovrebbe essere un servizio fondamentale allora probabilmente più che Quinto di Treviso stiamo parlando di un sobborgo di Buenos Aires... o è la stessa cosa?
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