Io non sono pacifista. Lo ribadisco ora per chi non lo sa ancora ma soprattutto per chi lo sa già e potrebbe pensare che io abbia cambiato idea e mi sia accodato alla massa che sull'onda delle tragiche rivelazioni di questi giorni ha ancora una volta di più smesso di ragionare. Se mai avesse cominciato. Occorre ribadirlo, perchè pare che vi sia una difficoltà enorme a discernere le cose a questo mondo e invece è in occasioni come queste che bisognerebbe mantenere il sangue freddo e governare la nave lasciando da parte le emozioni. Permettetemi quindi di guidarvi, in una visita ragionata di quelli che sono i diversi aspetti di questa guerra e lasciate che vi spieghi le motivazioni che mi spingono ancora oggi a diffidare dei pacifisti o di chi ne fa le veci. Non ho la pretesa di avere ragione, ci mancherebbe, ma voglio provare a riordinare le idee, l'una in fila all'altra per capire io stesso da che parte sta il bandolo della matassa.

Cominciamo quindi a ricordare, per puro esercizio chi è Saddam. Stiamo parlando di un dittatore sanguinario, che da quando è arrivato al potere in Iraq ha seminato terrore tra la propria gente e ha aggregato attorno a se i peggiori criminali. Con la loro complicità e connivenza ha organizzato torture, massacri e ha soffocato ogni tipo di ribellione in  Iraq. Famose, se le ricordate, sono le "gassificazioni" di migliaia di innocenti perpetrate subito dopo il termine della prima guerra del golfo, per togliere di mezzo gli oppositori che si erano ridestati per l'occasione. Da qualche parte ho letto che si calcola che Saddam e i suoi sgherri abbiano fafto fuori circa 2 milioni di persone. Per farci un'idea potremmo dire che per ottenere lo stesso risultato dovremmo sterminare quasi tutta Roma (2,4 milioni di abitanti), oppure se preferite Milano (1,1 milioni) e Napoli (0,9 milioni) assieme.

Poniamo di essere tornati al 2000. Quindi nessun 11 settembre, nessuna guerra in Afghanistan, eccetera. Converrete con me, spero, che Saddam Hussein era un problema che doveva essere risolto. Non è una questione di armi chimiche, di petrolio, oppure di altre facezie di questo tipo. non è nemmeno un problema di sicurezza per l'occidente. E' semplicemente un problema di coscienza. 2 milioni di persone muoiono per mano di un assassino e io non faccio nulla? Io sono un assassino! Per me questa equazione è sempre vera perciò la mia coscienza mi spinge a trovare una soluzione che mi liberi di tale rimorso.

Non chiedete a me cosa fare. Io non lo so. Provate a dirmelo voi. Personalmente trovo che se l'inazione equivale ad un assassinio allora occorre muoversi. L'esatto contrario di quello che promuovono e promuovevano i pacifisti. Al momento in cui si è trattato di decidere, io ho scelto facilmente e tra tre opzioni ho scartato sia la pace che la guerra. Le opzioni infatti, per i pochi che ne sono a conoscenza non erano due, ma invece tre. Oltre alla folle idea pacifista e alla altrettanto folle idea di Bush, vi era anche la proposta di chiedere l'esilio di Saddam Hussein, che però richiedeva una posizione di forza e non di rinuncia. L'idea era di promuovere l'esilio del dittatore - esilio, ma non impunità - minacciandolo di guerra. Saddam era sensibile ad una tale minaccia per il semplice fatto che se l'era già vista brutta una volta, quando gli americani lo hanno lasciato andare un attimo prima di prenderlo.

Purtroppo, i governi, le lobby delle armi e quelle del petrolio, e non ultimi i pacifisti stessi hanno fatto decadere questa possibilità con posizioni vaghe che lasciavano spazio di manovra al dittatore. Per questo e alla fine le opzioni sono diventate due e tra esse per me la scelta possibile era una sola: Guerra. Guerra perchè non stavamo cominciandone una, ma ne stavamo concludendo un'altra più lunga e più sanguinosa. Guerra perchè la mia coscienza mi impone di muovermi e anche di assumere delle responsabilità, non di girarmi dall'altra parte e fare finta che nulla accada. E' una decisione difficile credetemi se lo dico, perchè la guerra è una cosa terribile, perchè nella guerra muoiono persone, perchè chi ne fa le spese sono gli innocenti che non hanno i bunker in cui rifugiarsi. Tuttavia sono convinto che i superstiti, quelli che non sono stati così sfortunati dall'essere usati come scudi umani dai criminali a Falluja, quelli che non sono stati così sfortunati dall'essere bruciati vivi dai criminali che hanno lanciato loro addosso il forforo, potranno godere della libertà ed insegnare ai proprio figli il prezzo che un popolo ha dovuto pagare per guadagnarsela, così come i nostri nonni lo hanno insegnato a noi.

Ricordo ancora le immagini che scorrevano sul teleschermo dei cortei che bloccavano i binari del treno e ricordo la rabbia che mi  colmava perche dentro me sapevo che ogni minuto di ritardo poteva portare ad altri morti, a prolungare le sofferenze di quelle persone. Ecco perchè ritengo i pacifisti complici violenti di quel regime che andrebbero processati fianco a fianco a Saddam e a Bush. Questo è il ragionamento che mi guida dall'inizio della guerra ad oggi, e personalmente sono tranquillo perchè oggi ne vedo i risultati positivi e non esclusivamente quelli negativi. Vedo che un popolo oppresso ha potuto eleggere i propri rappresentanti e votare la propria costituzione, vedo che oggi i massacri di Saddam sono stati fermati.

Ma non sono incosciente. Vedo che i problemi sono ancora molti, Vedo che altri vorrebbero mettere in pericolo la faticosa costruzione di una democrazia che distruggerebbe gli interessi dei dittatori Iraniani, Siriani, e di tutti quei paesi nella zona che non conoscono la libertà da troppi secoli. Vedo che ci sono ampie zone in cui regnano i tagliagole e quindi so che c'è ancora molto lavoro da fare, ma che se saremo forti e caparbi potremmo alla fine vincere. In Iraq ci dobbiamo restare per vincere contro Saddam ma anche contro Bush, dobbiamo processarli entrambi, ma non deve essere il popolo Iracheno a pagare per i loro crimini.

Occorre chiaramente distinguere le cose perchè chi vuole confonderle, o lo fa per interesse o per semplice idiozia, nella speranza di farci fare cose che a rigor di logica non dovremmo mai fare. E un giorno forse potremmo per una volta gioire per la libertà conquistata agli Iracheni e non piangere ancora sulle occasioni perdute.

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Commenti (4) -

# | Jazzer | 11.11.2005 - 20.01

Alcuni appunti:

Saddam: sicuramente un problema, un personaggio immondo, ma chi l'ha creato? Faccio notare che furono gli USA a foraggiarlo di armi per fronteggiare il pericolo Iran. Così che le gassificazioni sono state effettuate con gas "made in USA" (e magari "made in UE")

2 milioni di persone muoiono per mano di un assassino a cui io stesso ho dato l'arma... sì sono anch'io un assassino.

Esilio: sicuramente la cosa migliore. Ma come fare? "prego si accomodi alla frontiera?" Non è ora che bisognava intervenire ma in altri tempi... ah già serviva fosse così, allora

Pacifisti: quelli veri credo avrebbero fatto qualcosa di diverso, sarebbero andati alla fonte delle cose, ovvero niente armi al dittatore, no al mercato di morte. E' troppo facile per i poteri forti (banche, aziende di armi, politici) fare i propri affaracci e poi gridare sdegnati "al dittatore".

Bella roba: una guerra per fini economici fatta passare come guerra di liberazione dall'oppressore creato dai liberatori.

# | Andrea Boschin | 11.11.2005 - 20.12

> 2 milioni di persone muoiono per mano di un assassino a cui io stesso ho dato l'arma... sì sono anch'io un assassino.

sono perfettamente d'accordo, ma questo non cambia le cose. Non siamo riusciti a risolvere il problema alla fonte e ora ce lo ritroviamo addosso. Non è un buon motivo per fingere che non esista.

> Esilio: sicuramente la cosa migliore. Ma come fare? "prego si accomodi alla frontiera?"

Bastava che le nazioni unite facessero pesare la propria forza. O te ne vai ora oppure ti veniamo a prendere. Ti offriamo la vita salva e un luogo dove finire  la tua vita dignitosamente se te ne vai da solo, ma se ti veniamo a prendere perdi tutto... forse anche la vita? Secondo te cosa avrebbe risposto? Certo però che con un milione di "pacifisti idioti" nelle piazze come si poteva arrivare ad una soluzione di questo tipo... alla fine vedi, sono i pacifisti che hanno ucciso la pace.

> Pacifisti: quelli veri credo avrebbero fatto qualcosa di diverso,

hanno avuto anni per farlo, ma non mi sembra che ci abbiano nemmeno provato... oppure no?

> Bella roba: una guerra per fini economici fatta passare come guerra di liberazione dall'oppressore creato dai liberatori.

Falla passare come vuoi, ma oggi gli iracheni sono più liberi di un anno fa. Il problema degli interessi economici c'è in effetti, ma c'era anche per la non-guerra, infatti francia e germania si sono ben guardati dall'andare contro i propri. Il fatto è che non si può sperare che il mondo vada bene da solo, occorre che siamo noi a vigilare su di esso. Consci del fatto che la guerra ha anche un fine economico dobbiamo remare per ottenere il meglio per le persone e limitare il danno. Una guerra nella guerra se vuoi.


# | Jazzer | 12.11.2005 - 08.23

> Non siamo riusciti a risolvere il problema alla fonte e ora ce lo ritroviamo addosso. Non è un buon motivo per fingere che non esista.

No. Ma mi darai atto che siamo stati noi stessi a crearcelo il problema, quando foraggiare il dittatore faceva comodo. Allora tanti scrupoli di coscienza non c'erano!

> Esilio.

Qui l'ho già detto: hai ragione. Io però ho un dubbio, cioè che le Nazioni Unite fossero - e siano - in ostaggio degli USA. Dubbio, non certezza.

> hanno avuto anni per farlo...

Infatti. Mi riferivo a quelli "veri"... ma chissà dove sono andati...

> Falla passare come vuoi...

Quindi il fine giustifica i mezzi, come NON disse Machiavelli?

> Il fatto è che non si può sperare che il mondo vada bene da solo, occorre che siamo noi a vigilare su di esso

Più che giusto, ma è bene che si vigili per il bene del mondo intero e non per il tornaconto di alcuni. Considerando anche quello dato dalla non-azione (Francia e Germania).

# | Andrea Boschin | 12.11.2005 - 08.34

> Infatti. Mi riferivo a quelli "veri"... ma chissà dove sono andati...

no vedi, i pacifisti veri sono proprio quelli. lo erano negli anni 70 e lo sono oggi. quelli cui ti riferisci sono i "non violenti"... sai bene dove sono e sai bene che quello che tu dici oggi loro lo dicevano da tempo. :-D

> Quindi il fine giustifica i mezzi, come NON disse Machiavelli?

ci mancherebbe. o mi sono spiegato male io o hai capito male tu. intendo dire che la mia guerra è nata per liberare l'iraq. ma siccome io e te sappiamo che i furbi esistono bisogna tenerli d'occhio.

ehm... non si quotano spezzoni di frase... sennò pare che io dica qualcosa di diverso da quello che intendo... :-D

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